Michelangelo Antonioni
    La pazienza del cinema
    Da “CINEMA”, 1949.
    di Stefano Stefanutto Rosa

    “Il cinema dovrà pazientare per molto tempo ancora e dovrà pagare ancora molti tributi alla cultura e alla società prima che queste si rassegnino a considerarlo fondamentale nella nostra vita quotidiana”, così Michelangelo Antonioni scrive in un articolo sulla rivista ‘Cinema’ (gennaio 1949), che qui ripubblichiamo. In veste di critico, il regista lamenta l’assenza e il modo superficiale in cui la settima arte viene trattata come elemento ispiratore: raramente ha eccitato la fantasia di un poeta o di un musicista, poche volte quella di un pittore. Per fortuna le cose vanno meglio in letteratura.
    L’attività di Antonioni recensore e saggista di cinema, intrecciata con i primi passi da regista, si concentra soprattutto nel decennio 1935/1945, per poi diradarsi negli anni successivi. Il primo articolo, mentre 22enne vive nella sua Ferrara, appare sul quotidiano ‘Corriere padano’ al quale collabora fino al 1940. Quell’anno Antonioni si trasferisce a Roma per lavorare all’E42, il progetto di
    Esposizione universale non portato a termine dal fascismo. È uno dei segretari particolari del presidente di quell’ente, ma presto s’annoia della vita d’ufficio e si licenzia. Entra, grazie a Gino Visentini, nella redazione della rivista ‘Cinema’ diretta da Vittorio Mussolini.
    Tra i primi articoli ‘Per un film sul fiume Po’, che anticipa il documentario Gente del Po, girato nel 1943 e terminato nel 1947. “Per un certo periodo, ritiratosi dalla rivista Gino Visentini, rimasi solo a farla. E fu allora che si inasprirono i rapporti tra me e… non tanto il direttore Vittorio Mussolini che non vedevo mai, quanto il suo segretario, un certo Leone. È evidente che al fondo della faccenda c’erano le diverse convinzioni politiche. Finché un giorno con un banale pretesto venni licenziato. Con un trucco riuscirono a lasciarmi senza un soldo di liquidazione”. Antonioni riprende poco dopo la collaborazione con ‘Cinema’ e dal giugno 1944 scrive per ‘L’Italia libera’, il quotidiano
    del Partito d’Azione. Dopo la guerra lo ritroviamo tra i collaboratori della nuova serie di ‘Cinema’ che nell’ottobre 1948 – edita da Ottavia Vitagliano e diretta da Adriano Baracco – riprende le pubblicazioni dopo la lunga sospensione provocata dalle vicende belliche. Le recensioni e altri testi del regista sono raccolti nel volume Michelangelo Antonioni. Sul cinema (Marsilio), a cura di Carlo di Carlo e Giorgio Tinazzi.